lunedì 1 febbraio 1999

Salvatore Riccardo D'Angelo

Intervista a cura di Jusy Accetta pubblicata il 1 febbraio 1999 su Affari Italiani

Salvatore Riccardo D'Angelo - Caltagirone (CT)
Professione Internet: Imprenditore societa' di servizi informatici e telematici
31 anni - Segno zodiacale: Vergine
Sito Internet: www.edisonweb.com

D) Dott. D'Angelo, partiamo dall'inizio, ovvero dall'incontro con Internet? Una casualita' od una inevitabile conseguenza.... professionale?

R) E' stata una naturale evoluzione della passione informatica nata e cresciuta in me parecchi anni fa ai tempi dei primi computer (chi non ricorda il Sinclair ZX81?).
In particolare, vivendo in un centro dell'entroterra, ho avvertito la necessita', per me e soprattutto per gli altri, di facilitare la diffusione di un fenomeno in Italia agli albori e per le nostre zone ancora meno diffuso.

Pertanto tre anni fa ho costituito una societa' e ho collaborato con alcuni enti locali nel proporsi da protagonisti nella diffusione di Internet come strumento di alfabetizzazione informatica e di diffusione della cosiddetta societa' dell'informazione.
Abbiamo realizzato cosi' dei modelli di rete civica che ci hanno permesso di maturare notevole esperienza nelladiffusione e gestione di servizi telematici di comunicazione tra enti e cittadini. (www.comune.mirabella-imbaccari.ct.it, www.comune.mascali.ct.it, www.asicalatino.it)

D) Una softwarehouse affermata e consolidata sul mercato telematico: questa e' l'azienda che lei rappresenta, ovvero la Edison. Come si e' accesa "la lampadina"?

R) Alla base della nostra azione esistono alcune considerazioni: l'unico limite alle applicazioni telematiche e' la fantasia.
Pertanto e' necessario spingere tale limite sempre piu' all'orizzonte. Tale azione pero' deve essere mediata con la concretezza delle soluzioni che devono essere veramente funzionali e veramente utili in una societa' in cui se ne sente veramente bisogno.

D) Parliamo di Internet e dell'Italia, quali sono i problemi, le difficolta' , i pregi e...le potenzialita'?

R) I problemi e i difetti, sicuramente i costi di esercizio delle connessioni telematiche e quindi la scarsa qualita' tecnica del servizio, i pregi e le potenzialita', i contenuti e la possibilita' di sperimentare soluzioni innovative verso un mercato globale dove il genio italiano puo' esprimersi e nel contempo, l'inefficienza italiana si puo' sperare che soccomba.
La vendita del software online e' un canale di vendita privilegiato rispetto a quello "tradizionale?
Tutte le caratteristiche insite della rete suggeriscono che i prodotti software (proprio perche' immateriali) sono piu' di ogni altro gli articoli che verranno diffusi attraverso quasto canale di vendita'. In particolare per quanto riguarda gli aggiornamenti ed il supporto tecnico questa e' gia' realta' ampiamente diffusa.

D) Cosa rappresenta, attualmente e potenzialmente, all'estero il Software "Made in Italy"?

R) Oltre alla evidente qualita', sono molti i fattori che determinano la esportabilita' di un prodotto software. In particolare ritengo che dipenda in buona parte dalla capacita' di un popolo ad essere definitore di standard e non solo a subire quelli degli altri.
In termini piu' crudi direi ad essere colonizzatori piuttosto che colonizzati, esportatori di cultura piuttosto che passivi recettori esterofili.
E quando parlo di cultura non mi riferisco all'arte, la moda ecc.. bensi' al metodo scientifico alla tecnica normativa e quant'altro necessario per realizzare una societa' piu' efficiente.
Faccio un esempio, e' di questi giorni il varo di una legge che introduce gli standard tecnici per i sistemi di crittografia per il riconoscimento legale del documento e della firma digitale. L'Italia e' il primo e l'unico paese al mondo ad avere adottato una tale norma.
L'Europa si sta riferendo al modello italiano per la definizione di regole comuni. In altre parole una volta tanto gli altri dovranno adeguarsi ai nostri standard. Per le softwarehouse italiane del settore e' una opportunita' per iniziare e giungere prima degli altri a soluzioni che non potranno che essere esportate.

D) L'Italia ed Internet: vogliamo azzardare qualche previsione per il futuro?

R) Il passato e il presente di internet lo conosciamo. Difficile e' dire come sara' il futuro: non esistono "Colonne di Ercole".
Non esiste limite, secondo me. Questo processo e' solo positivo in quanto l'atteggiamento con cui si affronta e' costruttivo. Si conosce esattamente la meta che si vuol raggiungere, e non appena si e' arrivati, altre mete sono gia' li' da conquistare.
Se si conoscesse solo cio' che si lascia vorrebbe dire che si intraprende il viaggio mossi dalla scontentezza, e non e' lo stimolo migliore.
Posso dire cosa mi aspetto io da internet nel prossimo futuro: vorrei che il commercio elettronico raggiungesse lo stesso sviluppo che ha in altre realta' per provare in prima persona come funziona e quanto puo' essere divertente e appagante constatare che tutti i meccanismi dentro e fuori la strada e' questa, ma vanno messe a punto alcune cosette.

D) Il Sud e l'alta tecnologia: un fenomeno in continua ascesa visto che sono diverse le imprese che operano con successo in questo settore. Esiste una ragione particolare o questa tendenza e' semplicemente frutto di una casualita'?

R) Mi aspettavo questa domanda. Una volta risposi: "ha presente l'India?".
A parte gli scherzi ritengo che il motivo principale sia dovuto al fatto che e' un settore dove la necessita' di operare investimenti e di disporre di infrastrutture risulta ridotta notevolmente e quindi si riesce ad emergere a prescindere o quasi dalla disponibilita' materiale ma bensi' grazie alle disponibilita' neuronali.
Con questo non voglio dire che al sud siamo piu' intelligenti (se lo fossimo non saremmo in questo stato) bensi' che la rinnovata voglia di fare di questi ultimi anni trova terreno fertile in un campo di facile approccio e facile portabilita'.
In parte sara' anche che la necessita' aguzza l'ingegno. Infine devo dire che la rinnovata classe dirigente pare finalmente mettersi veramente al servizio dell'imprenditorialita' e mi riferisco in particolare ai piani di sviluppo locale e alle funzione di qualche consorzio per l'area di sviluppo industriale come quello di Caltagirone dove opero principalmente.

D) Il lavoro e le possibilita' di inserimento professionale dei giovani nell'ambiente informatico e telematico: esistono delle possibilita' concrete?

R) Sicuramente piu' di quanto si possa immaginare. Le condizioni di partenza, e non scopro l'acqua calda, sono sacrificio, dedizione e passione. Inoltre una buona preparazione di base e professionale sono essenziali, meglio se condotta direttamente sul campo.
Da questo punto di vista infatti penso che i migliori docenti per un giovane siano gli stessi imprenditori, meglio se all'interno di un programma di formazione dove possano avere un ruolo di coordinamento rilevante.
Purtroppo e soprattutto dalle nostre parti, si assiste ancora a sperpero di denaro pubblico in corsi inutili o confezionati dall'alto a fini quasi esclusivamente speculativi.
Proprio oggi leggevo: "corso per assistente di marketing nel settore dentario", non sara' mica colui che spalanca le fauci dei poveri passanti per contarne i denti cariati?

D) Parliamo un po' di lei, se non siamo troppo curiosi, vuole raccontarci cosa accade quando spegne il computer dopo una giornata di lavoro?

R) Spento il computer... ne accendo subito un altro!
Mi piace la musica e i ritmi che mi diletto ad elaborare grazie a un sistema midi pilotato da PC (appunto l'altro computer).
A prescindere da questo, e consapevole che un vero distacco dal lavoro riesco ad attuarlo solo se fuggo e riesco a rendermi irreperibile a me stesso, e poiche' amo l'Italia, mi piace viaggiare spesso, per brevi periodi e lontano dalle scadenze dedicate agli esodi di massa.
Meta preferita l'Emilia Romagna, la patria della buona cucina e della simpatia.

Buon lavoro, Salvatore!