Intervista a cura di Jusy Accetta pubblicata il 18 gennaio 1999 su Affari Italiani
Michela Bortolozzo - Padova
Professione Internet: Webdesigner
25 anni - Segno zodiacale: Capricorno
Sito Internet: www.gruppo4.com
D) Le belle storie hanno sempre un inizio: Michela vuole raccontarci il suo incontro con Internet?
R) Passando da un azienda pubblicitaria all'altra...sono arrivata finalmente in un'agenzia a servizio completo, quelle dove si segue tutto del cliente dalla comunicazione su carta agli stand fieristici e le applicazioni multimediali.
Io ero una giovane grafica e stavo facendo il famoso passo per diventare finalmente Art junior; ho cominciato ad avere contatti con la divisione multimediale dell'agenzia per realizzare delle parti di un CD-Rom, e per occuparmi, poi, per la prima volta in vita mia, della parte grafica di un sito web.
La vita e' un susseguirsi di eventi, capita spesso nelle grandi aziende che validi professionisti decidano di "esplorare mondi estranei" in nuove imprese che si spera diventino grandi aziende a loro volta...infatti in questo momento ho deciso di prendere una strada diversa e diventare web designer, anche se devo dire che creare la grafica per CD-Rom mi affascina ancora molto...
D) In base alla sua esperienza, quale formazione professionale consiglierebbe ad un aspirante web designer?
R) Quello che 'secondo me' dovrebbe essere il percorso formativo di un webdesigner parte dalla lontana comunicazione su carta (packaging,immagini coordinate, riviste...) che e' indispensabile per maturare una formazione come grafico, unita, naturalmente, ad esperienze di lavoro in studi o agenzie di pubblicita'. Secondo step fondamentale e' allontanarsi dalla staticita' della grafica su carta ed avvicinarsi alla multimedialita' nelle sue varie forme: cominciare a pensare 'in movimento' a ideare cioe' cose vive che cambiano velocemente, perche' il tempo di vita di un sito web o di un'applicazione interattiva e' breve rispetto a quello di una brochure o di un marchio.
Questo percorso formativo, se non si ha gia' la fortuna di lavorare nell'ambiente, puo' essere intrapreso anche grazie a dei corsi che si possono svolgere sotto forma di stages in aziende che si occupano di internet.
Fondamentale e' il passo conclusivo: divenuti operativi, e' necessario raccogliere quanti piu' dati possibili su come tradurre il progetto di un sito nel linguaggio Html, in maniera da non tentare mai di sostituirsi ai 'developers' ma piuttosto creando strutture che siano poi concretamente "realizzabili"; sappiamo infatti che in internet non tutto si puo' fare, una grafica troppo complessa, comporta perdite di tempo nella creazione di un sito; esistono invece innumerevoli trucchetti per fare cose molto belle con un'attenzione particolare ai famosi 'tempi di caricamento' della pagina.
Sopratutto non bisogna mai dimenticare di tenersi aggiornati: navigare tantissimo nel tempo libero, guardare con interesse tutte le tendenze del mercato e prevedere quelle future, cercare i font piu' nuovi, riconsiderare quelli piu' vecchi e frequentare spesso i siti degli altri designer!
D) Una volta formati professionalmente...comincia la ricerca del lavoro: quali consigli e suggerimenti si sente di dare?
R) Non e' vero che: "in internet la grafica non serve a nulla", il problema e' che sono in molti a pensarlo e collocarsi professionalmente sul mercato diventa difficile.
Se esiste ancora moltissima grafica 'fai da te' anche nei siti di grandi aziende figuriamoci in quelli delle piccole e medie aziende che in Italia sono moltissime e sono il nostro cliente standard.
La cosa veramente importante e' una buona formazione culturale e professionale che ci distingua dai dilettanti.
Indispensabile e' anche il supporto di figure professionali che ci aiutino a dare 'vita' al nostro progetto grafico e che garantiscano il buon funzionamento del sito, in maniera da distinguersi perche' si fornisce al cliente un servizio completo e qualitativamente elevato, per questo penso che il modo ideale di proporsi sul mercato sia un team in cui si distinguono varie figure professionali webdesigner, developer, webmaster, account...
D) Un'azienda può trovarsi in difficolta' nel distinguere un professionista da un dilettante, esiste un valido criterio di valutazione?
R) Sempre piu' frequentemente le aziende ricevono curricula di grafici diplomati, negli ultimi anni le scuole di grafica hanno 'sfornato' centinaia di potenziali wedesigner, alcuni hanno anni di maturata esperienza alle spalle, altri qualche mese.
E' indispensabile essere sempre se stessi e distinguersi per lo stile della comunicazione che "facciamo" piuttosto che per il numero e la qualita' dei nostri clienti.
Nella posizione invece di esaminatore di potenziali webdesigner io faccio cosi': di solito, preparo due "esercizietti" con Photoshop e Illustrator e durante il colloquio inserisco alcune domandine del tipo: "Come ottimizzi le immagini?" oppure "Il tuo font preferito?" cosi' capisco quasi subito la professionalita' dell'interlocutore.
Sono, comunque, convinta che ci sia un solo modo per distinguere un professionista, vedere i suoi lavori, aiuta, ma ancor di piu' vederlo AL LAVORO.
D) Lo sviluppo della telematica italiana quali sorprese riservera', secondo lei?
R) Ho assistito con stupore all'arrivo dei primi fax sul mercato italiano, credo fosse l'inizio degli anni '80(?), sembava fantascienza che un foglio di carta partisse da qui e finisse dall'altro lato del mondo!
Adesso chiacchieriamo abitualmente in internet e scarichiamo Mbyte di testi e immagini da ogni lato del pianeta in tempo reale, tutto questo e' la vera comunicazione ed e' la garanzia di una corretta divulgazione di notizie.
Io credo che Internet significhi soprattutto questo: informazione per tutti.
Quello che crea maggior ostacolo alla diffusione di internet è senza dubbio il costo, certo negli ultimi anni abbiamo assistito ad un notevole cambiamento, si sono abbassati i prezzi di software e hardware ed anche i prezzi dei Provider ma tutto cio' non basta, non riusciamo a raggiungere la diffusione che ha 'la rete' all' estero.
Pero' si può dire che in Italia abbiamo moltissima iniziativa, le aziende che lavorano nel settore si informano e si documentano e c'e' un grande fermento di idee e di iniziative sopratutto per quanto riguarda la vendita di prodotti online.
Ci sono tutte le premesse per un futuro straordinario e per una maggior diffusione anche nelle scuole e nelle case di tutti, speriamo senza piu' bollette milionarie.
D) Quali ritiene che siano le attuali necessita', a livello professionale ed istituzionale, della sua categoria?
R) Come anni fa nella categoria dei grafici pubblicitari da cui provengo anche in quella dei webdesigner ora manca completamente un controllo.
Quando sono uscita da scuola e ho finito lo stage ufficiale, ho iniziato a propormi nelle agenzie di pubblicita' e nessuno mi chedeva un diploma, molti grafici non avevano addirittura terminato le scuole superiori ed erano autodidatti, io lo avevo e lo facevo presente, ovviamente.
Adesso, per fortuna, le agenzie vogliono conoscere il curriculum scolastico di un grafico, se conosce le lingue straniere quali corsi di approfondimento o stage ha frequentato.
Per i webdesigner siamo ancora nella fase iniziale, purtroppo.
Il mercato e' pieno di designer improvvisati e di developers che fanno grafica e grafici che fanno Html, insomma un po' di tutto e poche figure professionali specializzate.
Ci sono dei corsi o dei diplomi ma le persone che ne escono hanno bisogno di sperimentare nel lavoro quotidiano cio' che hanno appreso. Urge sopratutto un riconoscimento della specializzazione per tutte le figure professionali di internet, anche se questo dovesse comportare concorsi, esami ufficiali ed attestati di qualifica per chiunque si occupi di realizzare siti web.
D) Quale ruolo deve svolgere esattamente un web designer nel processo di costruzione di un website?
R) Il ruolo varia un po' a seconda delle dimensioni dell'azienda, posso dire cosa faccio io...
All' inizio come nella migliore tradizione multimediale ci si ritrova con gli sviluppatori ed un account (che poi sarebbe il commerciale) e si fa una flowchart cioè il flusso del sito, la struttura che ne mostra i contenuti e che unitamente alla proposta grafica verrà presentata al cliente.
Poi la sottoscritta nel ruolo di webdesigner (che in questo caso anche art director del progetto) esamina un po' la flowchart ed un po' il mercato, si fa un'idea dei possibili concorrenti del suo cliente esaminandone i siti, tiene conto della "comunicazione istituzionale" dell'azienda (marchio, colori, ecc...) e finalmente da il via al processo creativo: elabora una struttura grafica di base home page ed una pagina interna e concorda, dopo ore di innumerevoli "contrattazioni Html", con chi dovra' aiutarla, le modalita' di realizzazione tecnica del lavoro, ed ecco che, stremato, esce dal suo studio con la versione definitiva (modificata se necessario in alcuni punti) che verra' sottoposta al cliente.
Dopo l' approvazione, produrra' tutto il materiale grafico del sito e pensera' a prevedere dei restyling durante l'anno. Questo e' il mio lavoro.
D) E la sua vita personale?...Riesce a trovare il tempo per coltivare interessi personali e' hobbies?
R) Posso dividere i miei interessi in due categorie, quelli che ho dovuto abbandonare per mancanza di tempo e quelli che riesco a mantenere perchè non ne posso farne a meno.
Alla prima categoria appartengono tutte le forme di arte che ho sperimentato in passato e che vorrei riprendere: fotografia in bianco e nero; pittura a tempera e ad olio; chitarra (una volta la suonavo abbastanza bene); calligrafia e scrittura espressiva.
Della seconda categoria fanno parte la modellazione e l' animazione 3D e l'illustrazione digitale con Photoshop; le passeggiate, sopratutto la mattina presto quando le citta' sono mezze vuote, oppure in montagna; la lettura (leggo abbastanza ma non tanto quanto vorrei); gli animaletti tutti, nel senso che rischio di trasformare casa mia in uno zoo se non sto attenta!
Poi... sogno un giorno di poter collaborare alla creazione di un film di animazione 3D come "A bugs life" o "Toy Story"!
Buon lavoro, Michela!