lunedì 21 dicembre 1998

Massimliano Valente

Intervista pubblicata il 21 dicembre 1998 su Affari Italiani

Massimiliano Valente - Roma
25 anni - Segno zodiacale: Gemelli
Professione Internet: Web designer e giornalista informatico
Sito Internet: www.html.it

D) Massimiliano Valente e Internet: come è avvenuto il "fatidico" incontro?

R) Confesso di essermi interessato alla Rete grazie alla retorica tecnocratica dei media tradizionali.
Gli stessi che osannano Internet come strumento comunicativo rivoluzionario, per poi citarla regolarmente negli ormai proverbiali casi di pedofilia telematica.
Il primo impatto con la Rete non e' stato traumatico ma certamente piu' ostico di quanto immaginassi. Tre o quattro anni fa Internet era molto piu' complessa di quanto lo sia ora, dove le software house fanno di tutto per rendere "amichevoli" le interfaccie grafiche.
Un incontro voluto, quindi, dal quale ho tratto notevoli benefici e che, senza retorica, mi ha cambiato la vita.

Lavorare in Rete non e' stata una scelta ma un naturale completamento della mia passione per questo strumento comunicativo. Ricordo l'emozione del mio primo sito amatoriale e la soddisfazione dei primi timidi complimenti.
Ancora oggi, seppure in forme diverse, provo le stesse emozioni e lo stesso entusiasmo. Credo sia il massimo che una persona possa aspettarsi dal proprio lavoro.

D) Internet ieri, oggi e .... domani: cosa è cambiato e cosa cambierà, secondo lei?

R) Ieri si trattava di un giocattolo nelle mani di poco persone molto targettizzate (universitari, docenti, esperti informatici).
Oggi si tratta di un media molto conosciuto ma poco utilizzato. Domani si trattera' di un strumento molto piu' vicino ad un Bancomat che ad un televisore. Intendo dire che il futuro di Internet e' nei servizi business to business e business to consumer, piu' che nell'intrattenimento tradizionale.
L'Italia non ha autonomia in questo sviluppo, e si trovera' di fronte al problema di adeguare i propri sistemi bancari e le propria legislazione alla nuova realta' telematica.
Solo per fare un esempio, non mi viene in mente una legge o un decreto che trattino la Rete come strumento con proprie peculiarita'.
Nel diritto e nel commercio si giudica e si sceglie in base ad analogie con leggi o regole nate per altri media. Tutto questo crea confusione, paradossali interpretazioni e frustrazione negli addetti ai lavori.

D) Quali problemi si trova ad affrontare quotidianamente nello svolgimento della sua attività?
R) I due opposti di uno stesso equivoco: eccessivo entusiamo, ingiustificata diffidenza.
L'equivoco e' quello di una Rete vista come Eldorado di una moderna corsa all'oro.
Nella pratica, mi riferisco al cliente che senza conoscere la Rete pretende di applicare regole valide per una brochure cartacea, ma non per un sito Web.
Questo e' solo un esempio ma ne potrei citare decine. Altro problema e' quello relativo agli improvvisati pseudo-professionisti che inflazionano e condizionano negativamente il mercato.
Un sito aziendale viene affidato ad un cugino, piuttosto che ad un amico, e poi ci si rendeconto che in un mese non si superano i 10 visitatori.

D) Html Point è una delle sue "creature" internettiane, un sito che è divenuto il punto di riferimento italiano per web designer e sviluppatori web; Vuole parlarcene?

R) HTML point e' la mia piu' profonda ragione d'orgoglio.
Nato poco piu' di un anno, il sito ha visto crescere l'interesse e il numero di accessi alle proprie pagine. HTML point e' attualmente il sito piu' autorevole in lingua italiana sullo sviluppo siti e cio' rende immensamente felice chi, come il mio caso, ha speso tempo e denaro per fornire un serzizio di aiuto totalmente gratuito.
Io credo che al di la' di un freddo rapporto editore/lettore, si e' insaturato tra HTML point e gli utenti un rapporto di fiducia e stima.
Questa e' la grande ricchezza del sito, che spero si preservera' per il futuro.

D) Web design: una delle professioni più ambite nel mondo di Internet: Qual è il criterio di valutazione da adottare per distinguere un professionista da un dilettante? Quali consigli darebbe a chi volesse intraprendere questo "mestiere"?

R) Il mercato e' molto confuso e l'unico criterio di valutazione e' nella pratica delle cose.
Ho conosciuto grafici tradizionali molto bravi, ma che di fronte ad un pagina Web proponevano assurde soluzioni.
Questo per dire che per i webdesigner i titoli non contano nulla.
Non esistono corsi riconosciuti, ne' albi o liste. Questa anarchia genera confusione, e in essa si distinguono coloro che riescono a confezionare un prodotto serio e completo.
Un sito non e' soltanto nel codice HTML o nelle immagini, e' anche nell'hosting e soprattutto nella sua promozione.
Il vero professionista segue il sito per tutto il suo ciclo vitale, direttamente o attraverso partnership con altre realta' commerciali.
La formazione avviene sul campo, imparando da chi ha piu' esperienza. In questo settore, piu' che in altri, e' importante saper ascoltare ed agire di conseguenza.
Proporsi sul mercato? Beh, eliminati curriculum via fax o posta ordinaria, non e' mai cattiva regola proporsi con e-mail verso affermate aziende del settore. Se poi devo parlare per mia esperienza, consiglio di creare e gestire un sito Web che dia visibilita' a se' stessi e alla propria attivita'.

D) Non crede che stiamo assistendo sempre più ad una trasformazione cinematografica di Internet?

R) Credo di no. Non che questa sia una scelta di buon senso da parte dei grandi editori, ma piu' che altro un limite tecnico del Web publishing. HTML e' un sistema di contrassegno molto banale, che soffre fortemente tutto cio' che intendiamo per multimediale.
Le tabelle, i frame, gli script non sono altro che fardelli sopra le esili spalle di un sistema di markup nato per tutt'altri scopi.
Recenti ricerche hanno previsto che l'HTML guidera' le sorti del Web publishing per almeno altri 5 anni (un'eternita' per i tempi di Internet) e l'unica soluzione per il multimediale che vedo e' SMIL.
Tendenzialmente non sono contrario ad una "cinematografizzazione" del Web. Cio' che conta e' che persista il rapporto attivo e bidirezionale tra utente e server.
Se alcuni editori pensano che la Rete possa diventare una TV digitale piegata a obblighi di palinsesto, allora e' un altro discorso. Ma non credo che menti raziocinanti possano aspirare a questa prospettiva.

D) Contenuti e grafica di un sito web, quale deve essere il giusto rapporto, secondo lei?

R) Riguardo il giusto rapporto tra grafica e contenuti, non credo che ci siano regole particolari.
La grafica e' un completamento e in tal senso deve essere analizzata. Semplificando e seguendo un consiglio da addetti ai lavori, nel caricamento della pagina non si dovrebbe superare il limite critico dei 30 secondi, oltre i quali si rischia di perdere il visitatore.
Senza lanciarsi in fredda contabilita', il rapporto contenuti/grafica e'conseguenza di scelte editoriali. In ultima analisi io penso che i contenuti alla lunga paghino.

D) Qual é il segreto di una buona operazione di marketing promozionale per un sito: pubblicità, banner...?

R) Riprendo quanto accennato in precedenza riguardo la fiducia dei visitatori, e ribadisco che senza di essa una buona campagna pubblicitaria non e' possibile.
Prima di tutto, quindi, e' opportuno creare le condizioni perche' un banner venga notato e cliccato. Questo si fa con il tempo e la serieta'. Non e' detto che un sito con milioni di pagine viste al mese sia piu' appetibile pubblicitariamente di un sito che ne ha duecentomila.
Se infatti il primo e' generalista (un motore di ricerca) e l'altro specifico (un sito sull'hardware o uno sulla cucina), molti sponsor (Intel o Barilla) trovarenno piu' interessante una campagna banner sui secondi che sui primi.
Il vero segreto del successo di un sito e' nel sapersi ritagliare nicchie di mercato, a meno che non si disponga di miliardi per creare un motore di ricerca e assumere 30 persone.

D) Dalla vita "virtuale" alla vita "reale" di Massimiliano Valente: come trascorre il suo tempo libero?

R) Adoro il cinema e la musica. La politica e' parte integrante della mia formazione umana e civile.
Rivendico le radici culturali che mi riconducono ai luoghi tutt'altro che virtuali della mia infanzia.
Amo la mia citta', e quando posso mi soffermo sui suoi splendori e le sue miserie.

Buon lavoro, Massimiliano!