Intervista a cura di Jusy Accetta pubblicata il 17 maggio 1999 su Affari Italiani
Giovanni Costa, responsabile di Ricerca e Sviluppo formativo della Fondazione CUOA, studioso dei problemi di gestione delle risorse umane e di cambiamento tecnologico, è professore ordinario di Organizzazione Aziendale all'Università di Padova e insegna la stessa disciplina al Consorzio Nettuno per l'Università a distanza.
Ha appena curato con Enzo Rullani la ricerca "Il maestro e la rete. Formazione continua e reti multimediali" (EtasLibri, Milano, 1999).
D) Nel panorama della formazione manageriale italiana il Cuoa rappresenta uno dei punti di riferimento piu' prestigiosi. Prof. Costa vuole parlarci di questo ente formativo e degli obiettivi che si pone?
R) La Fondazione CUOA, nata oltre 40 anni fa, e' la Business School del Triveneto voluta da Universita', imprese e banche, Enti pubblici e associazioni professionali per favorire la modernizzazione della cultura gestionale (privata e pubblica).
E' collocata ad Altavilla (Vicenza) nel cuore di quel Nord Est che, come e' ormai universalmente riconosciuto, ha rappresentato uno dei casi di sviluppo economico e sociale piu' interessanti della seconda metà del secolo che sta per finire.
D) Il mercato del lavoro telematico di quali profili professionali altamente specializzati necessita in questo momento?
R) Non riesco a immaginare una figura professionale, anche pescando tra le piu' tradizionali, che possa permettersi di non fare i conti con l'informatica e la telematica.
Ovviamente ci sono figure tecniche oggi molto richieste per quanto riguarda sia l'hardware che il software della rete.
Ma le grandi sfide professionali del mercato del lavoro non riguarderanno come fare la rete (la tecnica), ma cosa fare con la rete (i significati).
D) Il Manager del 2000 quali competenze di base dovra' necessariamente acquisire per potere accedere al mercato del lavoro?
R) Le competenze tecniche ormai sono date per scontate. Sono una condizione necessaria per entrare nel mercato del lavoro, ma non sufficiente per restarci a lungo.
La base formativa per eccellenza e' oggi la "metacompetenza" cioe' la capacita' di generare in continuazione i nuovi saperi richiesti dall'incessante evoluzione tecnologica ed economica.
D) Formazione a distanza e formazione in aula: nuovi metodi d'insegnamento che sostituiscono i "vecchi" o percorsi didattici alternativi?
R) La formazione a distanza consente effettivamente percorsi didattici alternativi.
Non credo tuttavia che soppiantera' la formazione in aula. La formazione a distanza rompe le barriere di tempo e di spazio e consente, quindi, processi di apprendimento desincronizzati e quindi piu' adattabili alle esigenze individuali, a volte con efficacia maggiore dei metodi tradizionali.
Ma e' grazie a questo che la formazione in aula, liberata delle attivita' piu' routinarie e meccaniche (trasferimento di informazioni, di nozioni elementari, di tecniche), potra' concentrasi sull'interazione tra docenti e allievi, sulle parti piu' innovative e sulla creazione di nuovi significati.
D) Qual e' secondo lei la situazione italiana attuale nei confronti di Internet? Quali sviluppi?
R) L'accesso alla rete e' ancora troppo lento e costoso. Ma credo che la situazione sia destinata a essere presto superata.
Resta il problema di imparare a sfruttare tutte le potenzialita' della rete sia come utenti di servizi sia come produttori di servizi. Pochi hanno capito pienamente che i due ruoli si confondono.
Oggi c'e' ancora molta improvvisazione su entrambi i fronti. La formazione ha un grosso ruolo nel superare una visione della rete come gadget.
D) Quali, se esistono, sono gli attuali problemi dei centri di formazione in Italia?
R) Esistono e come. Il piu' pressante e' il problema dell'innovazione dei metodi e dei contenuti della formazione manageriale che rimanda al problema della saldatura tra la ricerca e la didattica, tra la scoperta delle pratiche professionali di successo e la capacita' di riprodurle e rigenerarle.
I ritardi maggiori sono nel campo della metabolizzazione delle nuove tecnologie e in quello della globalizzazione.
Sul fronte delle nuove tecnologie si gioca, inoltre, come abbiamo dimostrato nella ricerca CUOA pubblicata nel libro "Il maestro e la rete", la vera sfida della formazione continua, della formazione che deve accompagnare tutta la vita lavorativa.
Buon lavoro, Prof. Costa!