Quanto si guadagna a scrivere articoli per internet?
Quanto costa una campagna di article marketing?
Se inserite queste domande su google vi veranno restituiti centinaia di risultati ma... di risposte concrete e coerenti neanche l'ombra.
Leggendo i diversi post e contenuti presenti sui siti inerenti l'argomento, troverete risposte vaghe, spesso fuorvianti e alla fine, anche dopo avere cercato sui forum blasonati e frequentati dai professionisti, una chiara, trasparente e netta risposta non la riuscirete ad ottenere.
Del resto gli stessi siti delle agenzie che si occupano di article marketing, seo copywriting o di contenuti testuali in genere, salvo rarissime eccezioni (apprezzate, ovviamente), non forniscono informazioni di alcun genere in merito ai costi.
La domanda sorge spontanea: perchè negli Usa, i professionisti del web non hanno alcun problema a esporre pubblicamente le loro tariffe e in Italia, viceversa, si fa di tutto per occultarle?
La verifica è d'obbligo e Google è a vostra disposizione per farlo; utilizzando due semplicissime chiavi di ricerca come article marketing rates e seo copywritig rates.
Peccato che i corrispondenti termini in italiano non rendano praticamente alcun risultato.
Eppure l'emulazione con la grande America nel nostro Paese raggiunge livelli che superano di ben lunga quelli di altre nazioni dell'Europa, ma stranamente noi italiani ne assimiliamo ed apprezziamo solo i lati più appariscenti e folcloristici.
A quanto pare, le web agency e i freelance della comunicazione online, a differenza dei colleghi statunitensi ( e non solo) incontrano grosse difficoltà a comunicare con i loro clienti attraverso il web con messaggi chiari e diretti:
"Gentile azienda noi proponiamo i servizi x e y, i nostri costi stadard sono i seguenti: 1 euro per il servizio x e 2 euro per il servizio y. Siamo in grado di offrirti servizi personalizzati in funzione delle tue effettive esigenze. Contattaci e con molto piacere formuleremo un preventivo ad hoc."Il mondo professionale del web il vero salto di qualità non ha alcuna intenzione di farlo; la forza e il coraggio di utilizzare la rete, per rendere trasparente il proprio lavoro e giungere a un sistema di autoregolamentazione, indipendentemente da direttive dettate da una possibile, auspicata, ma ben lontana da raggiungere, normativa che regolamenti il settore, non conviene nè interessa.
Da buoni italiani ci sta bene così, aperti a 359 gradi al mondo senza frontiere che internet ci ha offerto e che proponiamo quotidianamente ai nosti clienti, ma a quel 1 grado non siamo disposti a rinunciare dimostrando il nostro tipico provincialismo in un mercato internazionale dove i professionisti trovano il loro punto di forza proprio nel dichiarare apertamente e pubblicamente il costo delle loro competenze, calcolato sulla base dell'esperienza acquisita e senza avere paura di perdere clienti solo perchè la concorrenza offre servizi, all'apparenza analoghi, alla metà del prezzo.
Certo è che se cambiassero le cose, non troveremo più pubblicate sul web offerte per scrivere contenuti a 0,8 centesimi.
Ma, soprattutto, difficilmente potrà capitare di incontrare, come è accaduto a me nei giorni scorsi, il titolare di una piccola azienda che ha pagato 250 euro + IVA per un articolo di 1134 caratteri definito SEO dall'agenzia che ha venduto il servizio (ma di seo vi garantisco che c'èra solo il nome) più 150 euro di spese relative all'inserimento dello stesso articolo in 15 directory.
Molti di voi commenteranno che nessuno ha colpa se ci sono persone che accettano di scrivere articoli a 8 centesimi e aziende che pagano 400 euro per un articolo scadente che vale meno di 0 da pubblicare sul web.
Avete perfettamente ragione, perché, altrimenti, personaggi come Vanna Marchi e affini non esisterebbero però sono altrettanto convinta che, se ci fosse una maggiore trasparenza online sui costi , sarebbe più facile per un'azienda valutare correttamente l'offerta di un servizio internet; ma soprattutto, gli stessi professionisti, confrontando le proprie tariffe con quelle della concorrenza, riuscirebbero a proporsi sul mercato sulla base di una più corretta ed equilibrata quotazione economica delle proprie effettive capacità.
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