Intervista a cura di Jusy Accetta pubblicata il 25 gennaio 1999 su Affari Italiani
Chiara Massaini - Arezzo
Professione Internet: Web designer
27 anni - Segno zodiacale: Pesci
Sito Internet: www.webdesign.it
D) Un bel giorno Chiara Massaini incontra Internet: ne vogliamo parlare?
R) Il mio primo contatto con Internet e' avvenuto alla fine del 1995, quando il provider della mia citta', ATS-Link, era in cerca di un grafico pubblicitario, che si occupasse del redesign della Home Page del loro sito.
A quel tempo mi occupavo di grafica pubblicitaria tradizionale e mi sono presentata con dei bozzetti che, a quanto pare, comunicavano piu' di quanto potessi fare io cosi' digiuna sull'argomento.
La capacita' di sintesi grafica data dagli studi che avevo precedentemente svolto all'I.S.I.A. (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche ) e' stata un ottimo biglietto da visita ed e' tuttora il passepartout che conservo con attenzione.
Mi e' stata fatta la proposta di entrare in questo settore della comunicazione e cosi' e' andata. Ho imparato HTML lavorando con gli editor "scarni" che si usavano anni fa, per poi acquisire sempre piu' familiarita' con questo nuovo mezzo di comunicazione.
Ho imparato a conoscere la rete ed a parlare il suo linguaggio. A trasformare le aspettative delle Aziende in siti web ed eccomi qua, dopo 3 anni, con la consapevolezza di essere sempre una principiante, data la rapidita' di evoluzione di questo mezzo: difficile tenere il ritmo!
D) Lei e' una web designer: qual e' esattamente il suo ruolo nell'approntare un sito web?
R) Per quanto mi riguarda sono webdesigner solo in una fase del lavoro che svolgo.
Sono un esperto in marketing aziendale quando vado a colloquio con il responsabile di un'azienda, sono webdesigner quando filtro gli imput che mi sono stati dati e li trasformo in un "contenitore" appropriato.
Sono webauthor quando creo immagini e file, sono webpromoter quando promuovo il sito realizzato e alla fine di tutto sono anche "webjudge" (questo termine l'ho coniato io in questo istante) quando critico il lavoro che ho fatto. Ma non mi sorprende essere una trasformista, si sa che i "pesci" hanno doppie personalita'.
D'altra parte credo fermamente che sia necessario avere una visione globale del progetto per cui si sta lavorando per poter far si' che l'esito sia fluido e coerente. Alla fine, i conti devono tornare! Non potrei sentirmi tanto responsabile vivendo uno solo dei ruoli sopra indicati.
D) Quali sono i "segreti" del successo su Internet di un web site?
R) Questo che sto per dire non vuol essere un luogo comune... ma non dipende da Internet la validita' o meno di un'offerta che sia di lavoro, di acquisto o altro. Internet e' il mezzo, sono i binari su cui scorre il flusso di informazioni e non puo' essere altro che positivo.
La coscienza dei messaggi pubblicati e' da cercare negli autori, che non sono altro che esseri umani, con tutte le doti e le debolezze che ormai conosciamo. Non mi sognerei mai di realizzare un sito con contenuti che contrastano con "la Chiara" perche' poi saro' io a giudicare il mio lavoro. Spesso sconsiglio, anche a scapito del mio interesse, la realizzazione di siti defunti prima di essere pubblicati, tanto per avere la presenza in rete.
Internet non si subisce, contrariamente a quanto si sente dire dai mass media; e' l'utente che sceglie internet e cio' che vuole conoscere. L'utente e' una persona con un sesso, un'eta', una intelligenza, e' molto esigente, vuole tutto e subito, e' smaliziato... conviene stare dalla sua parte piuttosto che cercare di tradirlo senza che lui se ne accorga. Gli utenti, abitanti delle citta' virtuali, siamo noi! Siamo noi dietro questi monitor, e siamo noi con una lucidita' piu' pura perche' piu' svincolati dalle regole che abbiamo fatto nostre senza neanche accorgerci che certe volte non rispecchiano quello che sentiamo.
Beh, almeno la Chiara utente e' cosi' mi rendo conto all'istante se dietro ad un sito c'e' il tentativo di farmi bere qualcosa che non mi piace. Torno a ripetere che non e' internet responsabile dei messaggi che vengono trasmessi.
E diro' di piu': si parla di pedofilia e si associa alla "rete"... che dire allora di quelle pubblicita' di moda che espongono modelle bambine, per di piu' anoressiche con un alone nero di malattia intorno agli occhi? Quelle modelle sono prese come esempio dalle adolescenti di ora, sono bambine che piacciono agli adulti di oggi. Purtroppo mi rendo conto che la pubblicita' ha un potere enorme e se usata male ha la capacita' di creare il sentimento della necessita' di un oggetto che ancora non esiste.
La pubblicita' usata male ha il potere di formare una societa' che risponda alle esigenze di mercato, lavora sulla psiche umana, sulle debolezze del bambino che e' in noi e sui presunti punti di forza di noi adulti, e questo e' possibile perche' molte persone non sono schermate verso questo bacillo, non lo riconoscono. Forse a molte persone risulterebbe incredibile sapere che ci sono delle regole precise da seguire per inculcare nella mente degli utenti i messaggi che si vogliono trasmettere.
Per fare degli esempi concreti nelle pubblicita' di creme femminili spesso ci sono dei richiami fallici piu' o meno velati. Le pubblicita' di intimo femminile e maschile sono indirizzate al sesso opposto, altrimenti sarebbero molto piu' focalizzate sulla comodita' del reggiseno e possibilmente ad indossare quel capo, non sarebbe una modella che ci fa sentire subito handicappate perche' i nostri attributi hanno "coordinate diverse". Ma anche qui, non e' la pubblicita' ad essere negativa, e' l'intenzione di chi la usa.
Tutto questo per dire che, se sei un bravo imprenditore, se hai chiara l'ottica dell'utenza che hai davanti, se hai trasmesso bene le aspettative che riponi sul sito della tua azienda, se hai preso in considerazione i limiti delle strutture che sono collegate ad internet ( vedi i sistemi di spedizione in Italia che bloccano ancora l'e-commerce od altro) se il sito e' un buon sito, non puoi che aver fatto tutto quello che ti era possibile. Se hai aperto un negozio in una citta' disabitata vendendo alimentari, non puoi aspettarti molto.
D) L'Italia ed Internet: vogliamo azzardare qualche previsione per il futuro?
R) Il passato e il presente di internet lo conosciamo. Difficile e' dire come sara' il futuro: non esistono "Colonne di Ercole". Non esiste limite, secondo me.
Questo processo e' solo positivo in quanto l'atteggiamento con cui si affronta e' costruttivo. Si conosce esattamente la meta che si vuol raggiungere, e non appena si e' arrivati, altre mete sono gia' li' da conquistare.
Se si conoscesse solo cio' che si lascia vorrebbe dire che si intraprende il viaggio mossi dalla scontentezza, e non e' lo stimolo migliore.
Posso dire cosa mi aspetto io da internet nel prossimo futuro: vorrei che il commercio elettronico raggiungesse lo stesso sviluppo che ha in altre realta' per provare in prima persona come funziona e quanto puo' essere divertente e appagante constatare che tutti i meccanismi dentro e fuori la strada e' questa, ma vanno messe a punto alcune cosette.
D) "La Chiara" e', giustamente riconosciuta, una professionista del web: cosa ne pensa di chi "pratica l'html & dintorni" a livello dilettantesco e quali sono i criteri di distinzione?
R) Il risultato del lavoro e' cio' che determina la distinzione tra un professionista ed un dilettante.
Tengo a precisare pero' che certe volte ho notato nei Dilettanti una liberta' di espressione che mi ha toccata e mi ha portato a rimettere in discussione certi miei atteggiamenti troppo inquadrati.
A me piace tantissimo il "coraggio" dei Dilettanti nell'usare i fonts piu' diversi, gli accostamenti di colore piu' imprevedibili e anticonformisti, gli impaginati confusionari.
Pero' il lavoro deve comunicare nella maniera piu' semplice e istantanea il messaggio e per fare questo non basta un "corsettino di html". C'e' bisogno di una visione a largo raggio del progetto.
D) Chiara ed il computer l'abbiamo conosciuta, adesso vorremo sapere qualcosa "della Chiara" e del suo tempo libero.
R) Adoro andare in motorino a visitare la Valdichiana con le sue Leopoldine diroccate circondate da campi di grano e girasoli.
E nel periodo invernale mi piace vederle avvolte dalla nebbia come delle signore anziane che aspettano la bella stagione per sfoggiare la loro bellezza, tristi del fatto che la vita si e' spostata di qualche centinaio di metri e saranno in pochi a vederle.
Mi piace viaggiare e lo farei di frequente se avessi il coraggio di lavorare di meno. Mi piace questa multietnicita' che ci troviamo a vivere, e leggo tutto quello che riguarda i popoli della terra cercando di farmene una cultura.
Buon lavoro, Chiara!