Chi non ricorda questo celebre slogan che dal 1997 al 2002 era protagonista delle campagne pubblicitarie della Apple?
Mi ritengo fortunata a possedere l'originale di uno di quei poster in cui dominavano le foto di personaggi celebri (il mio rappresenta Albert Einstein) accompagnate dal simbolo della mela e da quel Think different scritto nel carattere più elegante che sia mai stato inventato, l'Apple Garamond, il font di sistema del Mac.
Una delle tante caratteristiche che hanno reso diverse le "creature" di Steve Jobs da qualsiasi altro computer.
Peccato che nel 2002 a Cupertino si decise di abbandonarlo per passare al Myriad... ma i tempi cambiano e anche i font... sono destinati a scomparire dalla scena.
Panta rei, tutto scorre...
In questi giorni si parla dell'addio di Steve Jobs, con evocazioni di ogni tipo, a livello di elogi funebri e sembra quasi ci si dimentichi che per fortuna è ancora qui tra noi, in carne ed ossa.
Leggendo sul web i tantissimi articoli che sono stati scritti sull'argomento, mi ha particolarmente colpito la pubblicazione sul Wall Street Journal del discorso che Steve Jobs, mai laureato per sua scelta, tenne agli allievi della Stanford University nel 2005, un anno dopo che aveva appreso della sua malattia.
E' l'uomo Steve Jobs che parla e non il CEO della Apple.
Un "testamento" in tre punti, che parte dai fonts per attivare all'amore per la vita e terminare con una serena e saggia riflessione su quanto e cosa rappresenti la morte.
Proprio questa ultima parte è quella che ha suscitato in me maggiori emozioni. Ne ho fatto una traduzione "approssimativa" in italiano che sicuramente conterrà degli errori ma il senso di quanto Steve ha voluto esprimere, credo, di averlo interpretato al meglio.
Vale la pena leggere la versione originale dell'intero discorso, è un'occasione per riflettere sulla nostra quotidianità.
"Nessuno vuole morire. Anche chi crede nel Paradiso non sceglie di morire per andarci. Eppure la morte è la destinazione che tutti noi condividiamo. Nessuno è mai riuscito a sfuggirla. E deve essere così perchè la Morte è molto probabilmente la più grande invenzione della Vita. E' l'elemento che trasforma la Vita. Spazza via il vecchio per fare posto al nuovo. In questo momento il nuovo siete voi ma un giorno non troppo lontano da oggi, diventerete in modo graduale "il vecchio" fino ad essere eliminati. Mi spiace essere così drastico, ma questa è la realtà.Il vostro tempo per vivere è limitato, quindi non sprecatelo per vivere la vita di altri. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, vivendo in funzione del pensiero di altre persone. Non permettete che le opinioni altrui offuschino le vostre. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e l'intuizione. Per una qualche ragione, loro sanno già chi e che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero giovane una delle bibbie della mia generazione era una stupenda rivista intitolata The Whole Earth Catalog.
L'editore era un tizio di nome Stewart Brand che viveva non molto lontano da qui, a Menlo Park e grazie al suo spirito creativo era riuscito a dare vita a questa iniziativa editoriale.
Tutto questo avveniva alla fine degli anni '60, quando i personal computer e il desktop publishing non esistevano e le macchine da scrivere, le forbici e le foto polaroid erano gli strumenti che si utilizzavano.
Era una rivista simile a un Google in formato tascabile, e tutto questo avveniva ben 35 anni prima dell'avvento dello stesso Google: una rivista che in modo innovativo divulgava informazioni e contenuti di qualità.
Stewart e il suo gruppo editoriale pubblicarono diversi numeri di The Whole Earth Catalog, fino a quando si resero conto che il giornale aveva ormai compiuto il suo corso.
Era la metà degli anni '70 e avevo all'incirca la vostra età. Sul retro della copertina dell'ultimo numero pubblicato, c'era la fotografia di una strada di campagna ripresa all'alba, luogo e situazione ideale per chi, amando uno stile di vita avventuroso, decida di fare l'autostop.
Sotto la fotografia era stampata questa frase: "Stay Hungry. Stay Foolish." (Soddisfate sempre la vostra voglia di sapere. Spingete al massimo la vostra creatività).
Era il messaggio di addio della redazione di questa rivista: Stay Hungry. Stay Foolish.
E questo è quanto ho sempre desiderato per me stesso. E ora , a voi che vi state laureando, auguro la medesima cosa:
Stay Hungry. Stay Foolish.
Vi ringrazio moltissimo"
Grazie a te, Steve!
0 commenti:
Posta un commento