Nihil novi est sub soli... inevitabile associare questa antica frase latina a quanto è scaturito dall'ultimo evento del SES (Search Engine Strategy) tenuta a Londra nei giorni scorsi.
Veniamo ai fatti.
I guru del Seo internazionale si sono riuniti in occasione della tappa londinese di questa conferenza permanente sul web marketing e che si svolge, ciclicamente, in diverse località degli USA e dell'Europa.
I Signori esperti del posizionamento sui motori di ricerca che trascorrono giorni e notti a studiare come fare apparire un sito nelle prime posizioni, probabilmente stanchi di combattere continue battaglie, che in molti casi ricordano quelle di Don Chishotte e Sanchio Panza contro i mulini a vento rappresentati sul palcoscenico del web da Google, hanno scoperto l'acqua calda riprendendo in considerazione i principi cardine della ormai vecchia internet degli anni 95-99 (si parla del secolo scorso), dichiarando che il SEO è necessario che cambi la sua fisionomia e crei un nuovo modello.
Ed ecco che tornano di moda i vecchi concetti del "marketing one to one" o "121" o "1to1" (chiamatelo come volete, l'importante è averne compreso lo spirito) e, della necessità di concentrarsi sulla qualità dei contenuti e sull'architettura del sito in un'ottica di usabilità.
Dopo battaglie combattute alla ricerca sugli algoritmi di google e di lotte all'ultimo sangue per superare il vicino di posizione con metatag, kaywords, title e via di seguito, i SEO, combattendo un nemico-amico che si chiama Google, hanno scoperto l'acqua calda ovvero che i siti devono essere creati per gli utenti e non per i motori di ricerca.
I concetti espressi a Londra sono i medesimi che si raccontavano 15 anni fa', quando Altavista, l'allora re dei motori di ricerca imponeva tra le sue regole per il posizionamento quella essenziale di offrire contenuti dinamici e aggiornati.
Nel 1998 Google prese il sopravvento, e con lui nacque anche la figura professionale del SEO... e tutto il resto a seguire lo conosciamo bene, inutile raccontarlo, ci pensano i fatti a farlo.
Una notizia dell'ultima ora: dopo anni di supremazia, il motore di ricerca ha perso il primato di il sito più visitato del web visto che deve condividere il ruolo di primo attore con Facebook.
Traduzione? Un chiaro segnale dei veri padroni di internet, gli utenti, che si sono scocciati di perdere, ormai troppo spesso, il tempo a cercare informazioni inserendo le opportune parole chiave su google per ottenere come risultati di ricerca siti che molto spesso non solo non sono attinenti alla ricerca... ma anche la qualità delle informazioni che offrono su quello specifico argomento è minima e sappiamo bene tutti che l'utente non prosegue la consultazione oltre la terza pagina dei risultati ottenuti.
Ed ecco che Facebook e i social network in genere, assumono anche il ruolo di motori di ricerca, spazi condivisi dove l'utente con semplicità e senza perdere troppo tempo può ottenere le informazioni che cerca direttamente dagli amici virtuali che sceglie e seleziona proprio in funzione dei suoi e dei loro interessi.
Direi che questi fatti ed eventi siano una buona occasione di riflessione per tutti i protagonisti della rete: SEO, consulenti di internet marketing e... motori di ricerca, in primis Google...
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